“Uno spazio sicuro per ritrovarti e capire ciò che stai vivendo.”
Offro percorsi di ascolto e sostegno per chi vive tra culture diverse e affronta stress, ansia, identità e cambiamenti legati alla migrazione o alla vita all’estero.

About me
Crescendo, mi sono resa conto che in molti momenti avrei avuto bisogno di una figura adulta che mi aiutasse a sentirmi meno sola nelle mie scelte, qualcuno capace di vedere e comprendere anche le complessità legate alla mia storia e alla mia provenienza. Qualcuno che mi dicesse che era normale sentirmi in conflitto, che non c’era nulla di sbagliato nel non riconoscersi pienamente in un solo mondo.
Qualcuno che mi desse il coraggio di accettarmi per quella che sono, anche nelle contraddizioni, e di costruire un’identità che non fosse né “di qua” né “di là”, ma semplicemente mia.
Mi chiamo Tehreem, sono nata in Pakistan e cresciuta in Italia. Sono cresciuta a Roma tra gli anni ’90 e 2000, in una famiglia tradizionale straniera.Fin da piccola ho imparato cosa significa muoversi tra due mondi diversi: quello di casa, con i suoi valori, aspettative e regole, e quello fuori, fatto di riferimenti spesso lontani dai miei. Non è sempre stato semplice trovare il mio posto. A volte significava adattarmi, altre volte mettere in discussione ciò che davo per scontato, e spesso convivere con la sensazione di essere “a metà”.

Sono una psicologa con formazione in Psicologia Clinica di Comunità presso l’Università di Padova e un’esperienza professionale pluriennale maturata in contesti nazionali e internazionali. Sono attualmente in formazione come psicoterapeuta ad orientamento analitico transazionale e ho conseguito un Master in Psicopatologia Forense.Nel corso della mia carriera ho lavorato principalmente con minori e giovani adulti, anche con background migratorio, all’interno del sistema di accoglienza italiano, supportando percorsi di integrazione e benessere psicosociale.Ho collaborato con organizzazioni internazionali, tra cui UNICEF e Save the Children, occupandomi dell’implementazione di progetti volti alla promozione del benessere psicosociale di minori e giovani.Ho inoltre maturato esperienza nell’ambito delle Nazioni Unite su tematiche inerenti alla sofferenza di persone vittime di crimini, contribuendo ad attività di ricerca, progettazione e supporto a iniziative internazionali.

Nel mio lavoro clinico accompagno giovani adulti e adulti che stanno attraversando momenti di difficoltà, cambiamento o ricerca personale.Mi occupo in particolare di tutto ciò che riguarda il senso di identità e appartenenza, soprattutto quando si cresce tra culture diverse o si vive lontano dal proprio paese d’origine. Lavoro anche su conflitti familiari, difficoltà relazionali, ansia e su quei momenti in cui ci si sente confusi, bloccati o in disconnessione da sé.Accolgo anche vissuti legati a esperienze stressanti o traumatiche, offrendo uno spazio in cui poter dare senso a ciò che si prova e ritrovare un equilibrio più personale.
Svolgo attività in ambito giuridico-peritale collaborando con l’autorità giudiziaria nella valutazione psicologica di minori e adulti in contesti civili e penali. Mi occupo di redazione di relazioni tecniche e consulenze, con particolare attenzione alle situazioni di vulnerabilità, alle dinamiche familiari e agli esiti psicologici di esperienze traumatiche.Il mio lavoro si basa su un approccio rigoroso e attento, che integra competenze cliniche e forensi, nel rispetto della complessità delle situazioni trattate.
Il mio approccio clinico si fonda sulla Analisi Transazionale, integrata con la Gestalt e la Bioenergetica, all’interno di una prospettiva attenta alla dimensione relazionale, corporea e culturale della persona.Lavoro per favorire la consapevolezza dei modelli di pensiero, emozione e comportamento che guidano l’esperienza individuale, aiutando la persona a riconoscere i propri schemi relazionali e le decisioni profonde sviluppate nel corso della vita. Integro strumenti esperienziali e corporei, ispirati alla Gestalt e alla Bioenergetica, per facilitare un contatto più autentico con le emozioni e con il corpo, considerato parte centrale del processo terapeutico.Nel mio lavoro clinico con persone di background migratorio mi affido all'etnopsichiatria, ponendo particolare attenzione al contesto culturale, alle appartenenze e alle esperienze migratorie della persona. Questo mi permette di accogliere e comprendere il significato dei vissuti all’interno dei diversi sistemi culturali di riferimento.Offro uno spazio terapeutico sicuro e non giudicante, in cui la persona può esplorare se stessa, sviluppare nuove modalità di stare in relazione e promuovere un cambiamento autentico e sostenibile.
difficoltà legate all’identità e al senso di appartenenza
conflitti relazionali, familiari, culturali
momenti di cambiamento e transizione (trasferimenti, vita all’estero, nuovi inizi)
vissuti legati a esperienze stressanti o traumatiche

Dal punto di vista filosofico, l’Analisi Transazionale si colloca all’interno della psicologia umanistica.
Per questo motivo, non considera il disagio psicologico come una “malattia” da curare in senso strettamente medico, ma come un blocco nello sviluppo del potenziale psicofisico della persona, che è considerata, nella sua essenza, fondamentalmente “OK”.Su questa base si fondano tre principi filosofici centrali:1. Okness (Io sono OK – Tu sei OK)
Questo principio afferma che ogni persona ha valore e dignità, indipendentemente dalla propria storia o dalle difficoltà vissute.
La persona è vista come capace di crescere e apprendere da ogni esperienza, anche da quelle negative.
Il terapeuta, quindi, non si pone in una posizione di superiorità, ma costruisce una relazione basata su rispetto, fiducia e riconoscimento reciproco.2. Contratto (Contracting)
La relazione terapeutica è basata su un contratto esplicito tra terapeuta e paziente.
Questo significa che gli obiettivi della terapia vengono condivisi e concordati insieme, rendendo la persona parte attiva del proprio percorso.
Il paziente non è un soggetto passivo, ma è coinvolto in modo responsabile e consapevole nel processo di cambiamento.3. Decisionalità (e ridecisionalità)
L’essere umano è considerato un soggetto attivo che prende decisioni sul proprio modo di stare al mondo.
Molte di queste decisioni vengono prese nell’infanzia e costituiscono il cosiddetto “copione di vita”, che può diventare limitante.
Tuttavia, ciò che è stato deciso può essere rideciso: la persona ha la possibilità di rivedere queste scelte e orientare la propria vita in modo più libero e coerente con i propri bisogni attuali.
